Il 23 aprile la miss ha pensato bene di trascinarci fino al Garda per andare a fare la così detta “gita fuori porta”, al parco di Sigurtà. Ma cominciamo dall’inizio…
Un paio di settimane prima, io e le altre (con molti sforzi) siamo riuscite a trascinarla al nostro pub di fiducia (odiato da lei).
Durante la cena, tra un Teo di qua e un mia sorella di là, alla Miss gli si accende la lampadina e ci dice: “visto che il 23 siamo a casa, perché non andiamo a vedere il parco di Sigurtà?”
Noi: “dove si trova questo parco?”
Lei, ci guarda con una faccia da ma come non sapete dov’è? Ci dice: “si trova vicino al Lago di Garda”
Noi: “si, si può fare, perché no?”
Vi risparmio i dettagli dei preparativi e andiamo direttamente al giorno della partenza.
Siamo partite verso le 8.30 e straordinariamente la macchina non era silenziosa come una tomba, ma era accesa la radio! Per nostra fortuna non era radio italia… ma comunque non c’era della gran bella musica! Ringraziando il cielo dopo un po’ la radio non prendeva più bene, così la miss ci ha fatto la gentile concessione di attaccare il lettore mp3 (con qualche smorfia di disgusto quando ha sentito che erano tutte canzoni rock).
Arrivate sul posto (grazie anche all’aiuto del navigatore), ci avviamo verso la biglietteria dove perdiamo almeno 10 minuti perché la donnina dei biglietti aveva dei problemi con il resto da dare…
Munite finalmente di mappa del parco, partiamo per la passeggiata che durerà 7.5 Km (ma secondo me ne abbiamo fatti di più…).
Come immaginerete la miss subito ha preso in mano la mappa e si è immedesimata nel ruolo di guida del parco, con tanto di spiegazioni sulla piante!
La giornata stava procedendo bene, poi l’ennesima cazzata… il succo del discorso che ha fatto è questo: “se teo mi dovesse mollare te lo concederei (rivolta a me)!
Alchè io rispondo: “no grazie!”
Lei: “ma guarda che è un ragazzo d’oro!”
Io: “mi sembrerebbe di prendere un tuo scarto!”
Lei: “ma quale scarto?! Mi mollerebbe lui!”
Io: “beh non mi piacerebbe comunque!”
E qui sono riuscita a tagliare il discorso. Arriviamo al momento di ripartire e la miss imposta il navigatore.
Si vede che anche il poverino era stanco di lei, perché continuava a farci girare in
tondo! Così, dopo aver maledetto non so quante volte il navigatore, ed essere stata sull’orlo di una crisi di pianto, la miss ha preso in mano lo stradario e in men che non si dica eravamo sulla strada di casa. Naturalmente ci doveva rovinare la festa proprio nell’ultimo tratto di strada, dicendo con faccia disgustata, dopo aver sentito 30 secondi di una canzone di Marilyn Manson, che non ce la faceva più ad ascoltare quella roba e se si poteva mettere un suo cd.
Il cd? Negramaro… sempre meglio di jovanotti…
Arrivate al luogo dell'incontro del mattino, ci siamo salutate e, salite sulla mia macchina per tornare a casa, abbiamo ringraziato il cielo di essere arrivate ...
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